“I paesaggi benedettini: territorio, patrimonio culturale e spiritualità” – Giorno per Giorno

29 Novembre 2025

25 novembre 25 – Saluti istituzionali e prima sessione

Università degli Studi di Roma Tor Vergata

Martedì 25 novembre, presso l’Auditorium “E. Morricone” dell’Università di Roma Tor Vergata, si è aperto il convegno internazionale “I paesaggi benedettini. Territorio, patrimonio culturale e spiritualità”, promosso dal Centro di Eccellenza DTC Lazio nell’ambito di Fondazione CHANGES. La giornata inaugurale ha messo al centro il dialogo tra ricerca, istituzioni e territorio, aprendo un percorso di quattro giorni tra Roma, Subiaco, Montecassino e Farfa.
Ad aprire i lavori è stato Simone Bozzato, Presidente del Centro di Eccellenza DTC Lazio e docente dell’Università di Roma Tor Vergata, che ha introdotto il convegno, presentato gli obiettivi delle quattro giornate e inquadrato l’iniziativa nel lavoro del CdE DTC Lazio e di Fondazione CHANGES sui temi del patrimonio culturale e dell’innovazione.

Sono quindi intervenuti Nathan Levialdi Ghiron, Magnifico Rettore dell’Università di Roma Tor Vergata, Antonello Aurigemma, Presidente del Consiglio Regionale del Lazio (in collegamento da remoto), Antonella Polimeni, Presidente della Fondazione CHANGES e Magnifica Rettrice della Sapienza Università di Roma, Elisabetta Scungio, Direttore della Direzione Regionale Musei Nazionali Lazio (MiC), Lucia Ceci, Direttrice del Dipartimento di Storia, Patrimonio culturale, Formazione e Società dell’Università di Roma Tor Vergata, ed Edoardo Lampis, Responsabile Turismo e Cultura di Lazio Innova.

A tutte e tutti loro va il nostro sentito ringraziamento per aver sottolineato, da prospettive diverse, il valore dei paesaggi benedettini come risorsa culturale, spirituale e territoriale, e per aver riconosciuto come il lavoro del Centro di Eccellenza DTC Lazio e di Fondazione CHANGES si inserisca in questo quadro mettendo in rete competenze, progetti e strumenti a servizio del patrimonio.

In seguito ai saluti istituzionali, il project manager Franc Arleo (Geolander.it) ha presentato un primo teaser del Gemello Digitale del Sacro Speco di Subiaco, realizzato con la metodologia innovativa GeoTwinFlow.
Si tratta del primo Gemello Digitale di un’abbazia benedettina italiana: non una semplice ricostruzione 3D, ma un modello digitale avanzato pensato per conoscere, documentare e valorizzare il complesso monastico e il suo paesaggio. L’anteprima ha introdotto uno dei temi chiave del convegno: il dialogo tra paesaggi benedettini, memoria dei luoghi e tecnologie digitali per il patrimonio.

La prima sessione scientifica, dedicata ai “Fondamenti geografico-storici del paesaggio benedettino” e coordinata da Simone Bozzato, ha fornito il quadro teorico e storico entro cui leggere i paesaggi monastici che saranno oggetto delle tappe successive.

  • Benedetta Castiglioni (Università di Padova), con “Paesaggi regolati: il contributo della geografia alla lettura dello spazio monastico benedettino”, ha messo in luce il ruolo degli strumenti geografici nell’interpretazione degli spazi monastici.
  • Umberto Longo (Sapienza Università di Roma), con “Paesaggi ordinati: le logiche territoriali dell’insediamento benedettino”, ha ricostruito le logiche territoriali e le scelte di insediamento dei monasteri.
  • Pierluigi Magistri (Università di Roma Tor Vergata), in “Monachesimo e territorio: i benedettini”, ha approfondito il rapporto tra comunità monastiche e organizzazione del territorio;
  • Federico Del Tredici (Università di Roma Tor Vergata), con “Terra e uomini. La relazione tra i monaci benedettini e le comunità locali”, ha posto l’accento sulle relazioni tra monasteri e comunità circostanti.
  • Marco Maggioli (Università di Roma Tor Vergata), con “Lavoro umano e costruzione dei paesaggi benedettini”, ha richiamato l’attenzione sulle pratiche quotidiane e sui processi materiali che, nel lungo periodo, hanno contribuito a modellare i paesaggi benedettini.

Nel loro insieme, gli interventi hanno restituito il paesaggio benedettino come esito di lunga durata, nato dall’intreccio tra spiritualità, forme del territorio, insediamenti, comunità locali e pratiche di cura dello spazio vissuto.

La giornata inaugurale di Tor Vergata ha dunque costruito le premesse concettuali del convegno, offrendo strumenti di lettura utili per le tappe nei luoghi benedettini del Lazio.

Foto: PRIMA GIORNATA_25 NOVEMBRE 2025 AUDITORIUM


26 novembre 2025

Subiaco – Monastero di Santa Scolastica – Sacro Speco

“I paesaggi benedettini. Territorio, patrimonio culturale e spiritualità”, promosso dal Centro di Eccellenza DTC Lazio nell’ambito di Fondazione CHANGES, ha proseguito il proprio percorso a Subiaco, con una giornata di lavori ospitata nel Monastero di Santa Scolastica e conclusa al Sacro Speco.

Dopo l’avvio all’Università di Roma Tor Vergata, la tappa sublacense ha intrecciato riflessione scientifica, esperienza diretta dei luoghi e sperimentazione tecnologica.

La mattinata si è aperta al Monastero di Santa Scolastica con i saluti introduttivi e l’avvio dei lavori.
Sono intervenuti Mauro Meacci, osb, Abate ordinario di Subiaco, il Sindaco di Subiaco, Felice Rapone, Monica Di Gregorio, Direttrice dei Monasteri di San Benedetto Sacro Speco e di Santa Scolastica – Subiaco per la Direzione Regionale Musei Nazionali Lazio (MiC), e Gianluca Nera, Presidente del CdA della BCC di Bellegra.

Gli interventi hanno sottolineato il ruolo di Subiaco come luogo fondativo dell’esperienza benedettina, nodo di relazione tra spiritualità, comunità locali e sviluppo del territorio, riconoscendo come il lavoro del Centro di Eccellenza DTC Lazio e di Fondazione CHANGES contribuisca a mettere in rete ricerca, istituzioni e attori locali attorno a questi temi.
La seconda sessione, dedicata a “Spiritualità, cultura e organizzazione monastica” e introdotta e coordinata da Pierluigi Magistri (Università di Roma Tor Vergata), ha affrontato il tema dei monasteri come spazi in cui vita religiosa, strutture di potere e cultura si intrecciano nel lungo periodo.

Sono intervenuti:

  • Tommaso di Carpegna Falconieri (Università di Urbino “Carlo Bo” e Presidente della Società Romana di Storia Patria), con “Relazioni tra monasteri e autorità laiche”;
  • Alessandra Ricci (Università di Bergamo), con “Spazi e luoghi benedettini: connessioni cristiane dell’identità europea”;
  • Gianmario Guidarelli (Università di Padova), con “Architettura, teologia e paesaggio monastico della Congregazione Benedettina ‘de Unitatis’ poi Cassinense dal XV al XVIII secolo”;
  • Federico Marazzi (Università Suor Orsola Benincasa – Napoli), con “La città dei monaci: insediamenti benedettini e territorio tra longobardi e impero carolingio”.

Le relazioni hanno messo in luce il monastero come laboratorio di istituzioni e di cultura, dove spiritualità, governo delle risorse e organizzazione dello spazio risultano strettamente connessi, e dove le scelte insediative e architettoniche riflettono assetti politici e visioni teologiche.

Dopo una breve pausa, i lavori sono proseguiti con la terza sessione, intitolata “Evoluzione insediativa e paesaggi culturali” e introdotta e coordinata da Marco Maggioli (Università di Roma Tor Vergata).

Sono intervenuti:

  • Giulia Bordi (Università di Roma Tre) e Maria Teresa Gigliozzi (Università di Macerata), con “Frammenti e memoria. Lo spazio reale e virtuale della Basilica Maior nel Monastero di San Vincenzo al Volturno”;
  • Jacopo Manni (Università di Roma Tor Vergata), con “Il vino dei monaci: filiere produttive e paesaggi benedettini”;
  • Viola Corbari e Lorenzo Mantovani (Direzione Regionale Musei Nazionali Lazio – MiC), con “Cronache di pietra e terremoti. Stabilità, fragilità e resilienza dei monasteri sublacensi”;
  • Marcus Krienke (Università della Svizzera italiana), con “Ora et labora: un codice spirituale-organizzativo per coltivare tempi e spazi”.

Le comunicazioni hanno evidenziato il ruolo dei monasteri benedettini come attori di lunga durata nella costruzione dei paesaggi culturali: dalla gestione delle risorse e delle filiere produttive, alla resilienza dei complessi monastici di fronte ai terremoti, fino alla traduzione del motto ora et labora in un codice che organizza tempi, spazi e relazioni.
Dopo la pausa pranzo, il convegno si è spostato al Santuario del Sacro Speco.

Alle ore 15:00 sono intervenuti Luca Lanteri ed Eleonora Marconi, ricercatori del Centro di Eccellenza DTC Lazio, insieme a Lucilla Pronti (INFN), con la relazione “Le indagini scientifiche svelano la tecnica pittorica di Petrus. Piano diagnostico e risultati preliminari”. Il contributo ha illustrato come le più recenti analisi diagnostiche consentano di approfondire conoscenze sulla tecnica pittorica e sullo stato di conservazione degli apparati decorativi del Sacro Speco.
A seguire, Franc Arleo (Geolander.it) ha presentato “GeoTwinFlow: un metodo innovativo per la tutela e la valorizzazione del Sacro Speco e dei paesaggi benedettini”, introducendo il lavoro svolto per la realizzazione del Gemello Digitale del Sacro Speco: un modello digitale avanzato pensato per documentare, monitorare e valorizzare il complesso monastico e il suo contesto.

La giornata si è conclusa con la visita guidata ai complessi monastici di Subiaco a cura del Padre Mauro Meacci e della dott. Monica Di Gregorio.
Il percorso tra Santa Scolastica e Sacro Speco ha permesso di confrontare direttamente le riflessioni emerse nelle sessioni con la dimensione concreta degli spazi: l’architettura che si innesta nella roccia, i cicli pittorici, il rapporto visivo e simbolico con il paesaggio. L’esperienza in loco, affiancata dalla presentazione del Gemello Digitale, ha mostrato come studio storico, ricerca scientifica e tecnologie digitali, possano dialogare nella cura e nella valorizzazione dei paesaggi benedettini.

La tappa di Subiaco ha tenuto insieme spiritualità, storia, territorio e innovazione, restituendo i paesaggi benedettini come realtà vive, stratificate e ancora capaci di generare ricerca e progettualità.

Foto: SECONDA GIORNATA_26 NOVEMBRE 2025 SUBIACO


27 novembre 2025

Cassino – Abbazia di Montecassino

Giovedì 27 novembre il convegno internazionale “I paesaggi benedettini. Territorio, patrimonio culturale e spiritualità”, promosso dal Centro di Eccellenza DTC Lazio nell’ambito del progetto Fondazione CHANGES, ha fatto tappa all’Abbazia di Montecassino, nella Sala San Benedetto.

La mattinata si è aperta con i saluti istituzionali di Enzo Salera, Sindaco di Cassino, di Marco Dell’Isola, Magnifico Rettore dell’Università di Cassino e del Lazio Meridionale, di Giuliano Romalli, Direttore dell’Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale – Digital Library, di Alessandro Betori, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Frosinone e Latina, e di Carmelina Ariosto, Direttrice dell’Abbazia di Montecassino (Direzione Regionale Musei Nazionali Lazio – MiC).

La quarta sessione, dedicata a “Paesaggi simbolici e rappresentazioni” e coordinata da Franco Salvatori (Università di Roma Tor Vergata), ha messo al centro la dimensione simbolica dei paesaggi benedettini. Gli interventi di Emore Paoli (Università per Stranieri di Perugia), Alison Locke Perchuk (California State University), Carlo Pongetti (Università di Macerata), Mariano Dell’Omo (Archivio storico di Montecassino), Andrea Riggio (Università di Cassino e del Lazio Meridionale) e Ruggero Longo (Università di Siena) hanno attraversato l’età medievale e moderna fino alla contemporaneità, tra letteratura, topografia del sacro, trasformazioni paesaggistiche, ruolo dell’abate Desiderio e candidatura UNESCO degli insediamenti benedettini altomedievali.

Nel pomeriggio la quinta sessione, “Patrimonio culturale e nuove tecnologie”, introdotta e coordinata da Ilaria Manzini (Fondazione CHANGES), ha mostrato come la ricerca digitale stia ridefinendo la conoscenza e la fruizione del patrimonio benedettino. I contributi di Marilena Maniaci e Nicola Tangari sul progetto MeMo – Memory of Montecassino, di Lucinia Speciale e Teresa D’Urso su Sant’Angelo in Formis, di Giulia Orofino e Ivana Bruno sul progetto MeMo ViAM – Memory of Montecassino Virtual and Accessible Museum, di Luisa Carbone sulle tecnologie immersive per la geo-narrazione, di Germana Barone e Paolo Mazzoleni sulle sperimentazioni al Monastero dei Benedettini di Catania, e di Luisa Caneve e Mariangela Castelli Guidi (ENEA, INFN) sulle soluzioni innovative per il patrimonio hanno intrecciato tutela, valorizzazione e innovazione tecnologica.

La giornata si è conclusa con la visita guidata all’Abbazia di Montecassino, accompagnata dall’abate Antonio Luca Fallica e da Carmelina Ariosto, e con la visita all’Archivio dell’Abbazia insieme a Mariano Dell’Omo, momento di confronto diretto con i luoghi e le fonti storiche che ha riportato il dialogo scientifico dentro lo spazio vivo della comunità monastica.

Foto: TERZA GIORNATA_27 NOVEMBRE 2025 CASSINO


28 novembre 2025 

Fara in Sabina – Abbazia di Farfa

Venerdì 28 novembre, presso l’Abbazia di Farfa – Sala Schuster, si è svolta la quarta e ultima giornata del convegno internazionale.

Dopo le tappe di Roma Tor Vergata, Subiaco e Montecassino, Fara in Sabina ha rappresentato il luogo ideale per chiudere un percorso che ha intrecciato ricerca, istituzioni, comunità locali, tecnologie e pratiche di valorizzazione.
La giornata si è aperta con la visita al complesso abbaziale di Santa Maria (9:00–13:00), che ha permesso ai partecipanti di entrare negli spazi di Farfa, leggere il rapporto tra abbazia, paesaggio agrario e tessuto insediativo e riconoscere sul campo molti dei temi emersi nelle giornate precedenti.

Dopo la pausa pranzo, alle 14:00, ha dato avvio ai lavori i saluti introduttivi di:

  • S.E. Ignazio Sanna, Arcivescovo Commissario pontificio della Comunità monastica di Farfa;

L’Arcivescovo ha sottolineato il valore di Farfa come luogo di spiritualità, e al tempo stesso, come presidio culturale e territoriale, ringraziando il Centro di Eccellenza DTC Lazio e Fondazione CHANGES per aver scelto l’abbazia come tappa conclusiva del convegno.

La sesta sessione, intitolata “Paesaggi benedettini tra memoria e turismo culturale” e introdotta e coordinata da Giovanna Barni (CoopCulture), ha messo al centro il tema della fruizione: come si raccontano oggi i paesaggi benedettini e in che modo possono diventare esperienza culturale, itinerario di visita e occasione di sviluppo sostenibile.

Sono intervenuti:

  • Fabio Pollice (Università del Salento), “Narrazioni multimediali e placetelling territoriale: il paesaggio benedettino come esperienza culturale”;
  • Alessandro Silvestri (Università di Cassino e del Lazio Meridionale), “La Via Benedicti: ergonomia di un cammino”;
  • Marco Rossi (Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano), “Dall’Appennino alle Alpi: l’orizzonte romano di San Pietro al Monte a Civate tra VIII/IX e XII secolo”;
  • Roberta Cerone (Sapienza Università di Roma), “Verso la grotta di Benedetto: culti e percorsi di devozione nei monasteri di Subiaco dal Medioevo all’età moderna”;
  • Roberta Capozucca (Dot Beyond), “Il patrimonio benedettino: tra valorizzazione digitale e governance partecipata”.

Le relazioni hanno mostrato come i paesaggi benedettini possano essere pensati come reti di luoghi e di racconti, in cui dimensione spirituale, pratiche devozionali, cammini, strumenti digitali e modelli di gestione condivisa concorrono a costruire nuove forme di turismo culturale e di esperienza del territorio.
La tavola rotonda conclusiva, “I paesaggi benedettini tra modelli di governance e nuove forme di fruizione culturale”, è stata introdotta e coordinata da Edoardo Lampis, Responsabile Cultura e Turismo di Lazio Innova, che ha inquadrato il ruolo della Regione e di Lazio Innova nel supporto alle reti territoriali e ai progetti di innovazione sul patrimonio.

Sono intervenuti:

  • Paolo Giuntarelli, Direttore della Direzione Regionale Affari della Presidenza, Turismo, Cinema, Audiovisivo e Sport, Regione Lazio;
  • Daniele Sinibaldi, Presidente ANCI Lazio;
  • Fabio Bruni, Coordinatore dell’Infrastruttura di Ricerca del Centro di Eccellenza DTC Lazio;
  • Roberta Cuneo, Sindaca di Fara in Sabina.

Il confronto ha toccato alcuni nodi chiave:

  • la necessità di modelli di governance multilivello, capaci di coinvolgere monasteri, istituzioni, enti di ricerca, amministrazioni locali e soggetti privati;
  • le opportunità offerte dai cammini benedettini, dalle reti di paesaggi culturali e dai programmi europei per lo sviluppo di un turismo culturale sostenibile;
  • il ruolo di infrastrutture di ricerca come il DTC Lazio e di iniziative come Fondazione CHANGES nel costruire strumenti condivisi per la conoscenza, la tutela e la fruizione dei paesaggi benedettini.

La tavola rotonda ha segnato, simbolicamente, il passaggio dal momento di studio al terreno delle politiche e delle azioni concrete, indicando possibili traiettorie per il dopo-convegno.
Alle 17:30 si è svolta la chiusura ufficiale del convegno, che ha ripercorso le quattro giornate, a partire da Tor Vergata a Subiaco, da Montecassino a Farfa, mettendo in luce come i paesaggi benedettini siano emersi non solo come eredità storica, ma come laboratorio vivo per riflettere su territorio, comunità, spiritualità, turismo e innovazione.

Un ringraziamento particolare va: alle Abbazie di San Benedetto Sacro Speco, Santa Scolastica, Montecassino e Farfa per l’ospitalità; alle Università, agli enti di ricerca, alle istituzioni nazionali e regionali e alle amministrazioni locali che hanno contribuito ai lavori; a tutte le relatrici e i relatori, alle moderatrici e ai moderatori e alle persone che hanno lavorato all’organizzazione e alla gestione delle quattro giornate.

Il convegno si chiude, ma il percorso sui paesaggi benedettini prosegue all’interno delle attività del Centro di Eccellenza DTC Lazio e di Fondazione CHANGES, tra progetti di ricerca, strumenti digitali, azioni di valorizzazione e nuove collaborazioni con i territori.

Foto: QUARTA GIORNATA_28 NOVEMBRE 2025 FARA IN SABINA